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Temperatura basale: come si misura per calcolare ovulazione (e favorire il concepimento)

Temperatura basale
Temperatura basale

La temperatura basale è un metodo utilizzato da tantissime donne per prevedere l’ovulazione. Il sistema è molto efficace e può essere di aiuto nel favorire il concepimento.

Oggi ti spiego tutto quello che dovresti sapere sulla temperatura basale: come si misura, a cosa serve, cosa può interferire con le misurazioni, come capire se l’ovulazione è avvenuta.

Temperatura basale: i fondamenti su cui si basa questo metodo

Il metodo della temperatura basale (BT) è una tecnica naturale che si basa sulla misurazione della temperatura corporea al mattino prima di alzarsi dal letto. La misurazione viene effettuata tutti i giorni alla stessa ora, per un periodo di almeno sei mesi consecutivi. La temperatura può essere misurata con un termometro digitale nel canale vaginale, rettale oppure via bocca.

Un ciclo mestruale sano è caratterizzato da un aumento di temperatura subito dopo l’ovulazione, che può essere individuato tramite il metodo della BT. Per determinare quando si sta ovulando, la temperatura deve essere misurata al mattino e registrata ogni giorno per almeno sei mesi consecutivi. Un aumento significativo e costante di almeno 0,2°C nella temperatura basale sarà un indizio di ovulazione.

La BT può essere utilizzato per capire meglio i propri cicli mestruali e prevedere l’ovulazione in modo da evitare il concepimento oppure per favorire la ricerca di una gravidanza.

In questo articolo riporterò esclusivamente quella che è la mia personale esperienza nel misurare la temperatura basale, fornendo alcuni consigli utili a tutte quelle donne che sono alla ricerca di una gravidanza.

Quali sono i vantaggi della temperatura basale: ha senso prenderla?

La temperatura basale è un sistema che, in realtà, ti permette di capire meglio il tuo corpo e verificare se sono presenti alcuni problemi.

Prima di tutto è un metodo molto economico che ti permette di accertare l’avvenuta ovulazione senza doverti recare da un ginecologo: non tutte hanno la possibilità economica e il tempo per poter eseguire dei monitoraggi ecografici giornalieri.

Il secondo grande vantaggio è quello di capire se il tuo corpo sta ovulando ogni mese: avere un picco dell’ormone LH, infatti, non garantisce l’ovulazione: solo con la temperatura basale (o con monitoraggi ecografici) potrai averne la certezza.

Il terzo vantaggio è quello di conoscere con esattezza quando dovrà presentarsi il ciclo mestruale: ogni donna ha una fase luteale uguale per tutta la vita. La fase luteale inizia il giorno dopo l’ovulazione e termina il giorno precedente all’arrivo del ciclo. Con la temperatura basale potrai verificare la lunghezza della tua fase luteale (escludendo quindi problematiche legate a una fase luteale corta) e sapere esattamente, in anticipo, quando avrai le mestruazioni.

Ultimo vantaggio, non meno importante, è quello di capire se durante la tua fase luteale potresti avere carenza di progesterone, ormone importantissimo per sostenere una gravidanza. Temperature troppo basse dopo l’ovulazione o troppo instabili per più mesi, potrebbero essere indice di questo problema. In questo caso è bene mostrare i grafici al proprio ginecologo di fiducia che valuterà gli accertamenti da eseguire.

Cosa serve per prendere la temperatura basale: la scelta del termometro

Prima di iniziare a rilevare la temperatura corporea a riposo, è necessario munirsi di un termomentro che riporti i decimali (tassativo): per capirsi, deve riportare le 2 cifre dopo la virgola (esempio: 36,51).

Puoi utilizzare dei modelli semplici come quelli riportati nel box sottostante (che hanno un costo molto contenuto) e che puoi abbinare facilmente utilizzando delle App dedicate (per esempio Femometer o Premom, solo per citarne alcune):

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Se invece vuoi rendere la misurazione della temperatura basale il più semplice possibile, puoi acquistare dei modelli che, tramite Bluetooth e app dedicata, registreranno in modo automatico le misurazioni giornaliere: basterà aprire l’app con il termometro nelle vicinanze per trasferire i dati.

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Questo ultimi hanno un costo decisamente superiore, ma li consiglio a chiunque voglia rendere la misurazione il più semplice e naturale possibile: aprire gli occhi al mattino, misurare la temperatura ed occuparsi di registrare i valori con carta e penna oppure inserirli manualmente in una delle app dedicate, può essere un compito fastidioso da svolgere appena sveglie. E forse è uno dei motivi per la quale molte donne non si sentono pronte ad utilizzare questo motodo così efficace. Con un termometro per la temperatura basale collegato via Bluetooth questo compito non sarà assolutamente un peso.

Dove si misura la temperatura basale?

Le temperatura può essere misurata per via vaginale, rettale e per bocca. I ginecologi consigliano la prima opzione, ovvero la misurazione via vaginale.

Tuttavia, io ho personalmente sperimentato la misurazione per bocca con ottimi risultati: lo trovo un metodo efficace, igienico (pensiamo alla misurazione durante le mestruazioni) e pratico.

La misurazione della temperatura basale per bocca deve avvenire posizionando il termometro basale in questo modo:

  • Sempre dallo stesso lato
  • Posizionando la punta del termometro fino a toccare la parte interna della gengiva inferiore, sotto la lingua.

Come si misura la temperatura basale

Come abbiamo visto inizialmente, la temperatura a riposo deve essere misurata appena svegli, prima di fare qualunque tipo di attività: in sintesi si aprono gli occhi, si prende il termometro (che deve essere posizionato sul comodino o comunque a portata di mano) e si prende la misurazione. Questo, lo ribadisco, deve essere fatto prima di svolgere ogni altro tipo di attività.

Alzarsi, andare in bagno o guardare il telefono saranno attività da svolgere solo dopo aver effettuato la misurazione che richiede circa 30/50 secondi. Meno di un minuto del vostro tempo.

Per avere dei dati precisi e attendibili è bene cercare di misurare la temperatura basale sempre allo stesso orario ma, soprattutto, dopo aver dormito almeno 4/5 ore di fila.

Per quanti giorni misurare la temperatura basale

Per avere un quadro completo della vostra temperatura, è importante prendere le misurazioni ogni giorno, per tutta la durata del ciclo mestruale che inizia con il primo giorno di mestruazioni.

Questo perchè, con il passare dei mesi, sarà sempre più semplice riuscire ad individuare degli “schemi” (o meglio delle temperature) che si ripetono e che aiuteranno a prevedere l’ovulazione.

È importante ricordare che ogni donna ha una temperatura diversa dall’altra, quindi cercate di non dare troppa importanza ai grafici della temperatura di altre donne, ma imparate ad osservare con attenzione i vostri grafici: con il tempo noterete che l’ovulazione avviene quasi sempre alla stessa temperatura (con uno scarto di uno o 2 decimali), che prima dell’ovulazione potreste notare un calo drastico della temperatura e via scorrendo.

Tutto questo lo imparerete con il tempo, osservando i vostri grafici.

Come interpretare il grafico della temperatura basale: quando ho ovulato?

Per capire meglio il vostro corpo, vi serviranno alcuni mesi di misurazioni: personalmente dopo 3 mesi ho iniziato a capire il mio “schema”, o meglio i cambiamenti che avvengono nel mio corpo durante le mestruazioni, durante la fase follicolare, durante l’ovulazione e nel periodo post ovulazione (la fase luteale).

In linea di massima potrai notare, durante la mestruazione e nella fase follicolare (ovvero quella che precede l’ovulazione) un andamento di temperatura piuttosto basso: non è possibile indicare una temperatura di riferimento proprio perchè ogni donna è diversa.

Subito dopo l’ovulazione, già dal giorno successivo, la temperatura basale tenderà ad aumentare e resterà più o meno stabile fino all’arrivo della prossima mestruazione.

La conferma dell’avvenuta ovulazione ci sarà solo quando la temperatura si sarà alzata per 3 giorni consecutivi (i famosi “3 rialzi”). A quel punto avrai certezza di aver ovulato.

Come usare la temperatura basale per predire l’ovulazione

Come hai avuto modo di leggere sopra, la temperatura basale ti darà conferma dell’avvenuta ovulazione solo DOPO che questa è avvenuta.

Per aumentare le possibilità di concepimento attraverso rapporti mirati, consiglio l’utilizzo di test di ovulazione (test che misurano l’LH): abbinando i due metodi, potrai concentrare i rapporti durante il picco LH e capire quando l’ovulazione è già avvenuta.

Poichè il periodo fertile dura qualche giorno in più, è bene imparare a riconosce anche le perdite da ovulazione: quando il muco fertile farà capolino, è il momento giusto per provare a concepire.

Di seguito ho raccolto le domande e i dubbi più comuni sulla temperatura basale, cercando di rispondere a tutti questi quesiti.

Che temperatura si ha in ovulazione?

A questa domanda purtroppo non è possibile dare una risposta certa perchè, come ho già detto, ogni donna ha una temperatura basale propria ed unica, diversa da ogni altra donna. Quello che potrai capire con il tempo è “la tua temperatura di ovulazione” che sarà quasi sempre la stessa.

Cosa può alterare la temperatura basale

Adesso che hai un quadro un pò più chiaro di come funziona il metodo della temperatura basale, è bene sapere anche quali fattori possano alterarla.

Secondo quella che è la mia personale esperienza in alcuni mesi di misurazione, posso dire che l’unica cosa che ha davvero alterato la mia temperatura sono stati la febbre e il mal di gola. Questi malesseri di stagione hanno fanno salire notevolmente la mia temperatura rendendomi molto difficile capire il giorno preciso della mia ovulazione: tuttavia, grazie ai dati “storici” in mio possesso, sono riuscita comunque ad individuare il giorno giusto grazie all’uso abbinato dei test LH.

Le notti insonni, l’avere freddo o caldo, nel mio caso, non hanno provocato alterazioni tali da rendere indecifrabile il grafico. Tuttavia tieni presente che questi fattori potrebbero alterare le tue temperature e quindi l’affidabilità del metodo.

Qui sotto, puoi vedere il mio grafico basale in presenza di febbre (il piccolo più alto segnalato con un punto esclamativo) e con un mal di gola (le 2 temperature anomale segnalate con 2 punti esclamativi azzurri). Come puoi notare, le temperature sono state segnalate come “anomale” rendendo inattendibile la cover line che appare più alta della media. Inoltre la presenza di influenza (con leggera febbre) ha mantenuto la temperatura basale più alta della media.

Grafico temperatura basale in presenza di febbre
Grafico temperatura basale in presenza di FEBBRE e MAL DI GOLA

Temperatura basale via ascellare: si può fare?

Poichè sono molto curiosa di natura, il mio primo esperimento con la temperatura basale è stato proprio via ascellare, ovvero misurando la temperatura appena sveglia ma sotto l’ascella, come si fa per la normale temperatura corporea. Come puoi vedere dalle immagini qui sotto, la temperatura, oltre ad avere valori totalmente diversi da quella basale, sono molto incostanti, con continui “sali e scendi” che rendono impossibile stabilire con certezza il giorno di ovulazione.

Temperatura basale via ascellare

Per essere ancora più chiari, qui sotto puoi vedere la differenza fra un grafico di temperatura basale presto per via orale (metodo corretto) e il mese precedente, dove le misurazioni sono state per via ascellare. Il metodo utilizzato per bocca, è decisamente più preciso e costante.

Temperatura basale a 37: sono incinta? Che temperatura hai quando sei incinta?

Una domanda che mi è spesso stata fatta è proprio questa. Purtroppo non è possibile prevedere una gravidanza con la temperatura basale perchè, in realtà, la conferma (o meglio l’alta probabilità di gravidanza) avviene solo se la temperatura rimane alta per almeno 18 giorni dopo l’ovulazione.

A quel punto la maggior parte delle donne ha già effettuato un test di gravidanza ed ottenuto la sua risposta certa.

Avere una temperatura basale che sfiora o supera i 37°, purtroppo non è indice di gravidanza: nel mio caso un aumento di temperatura avviene sempre verso il 10° giorno post ovulazione, pur senza essere in dolce attesa.

Temperatura basale alta prima delle mestruazioni: sono incinta?

Purtroppo non è possibile prevedere una gravidanza con l’utilizzo della temperatura basale, in quanto la conferma la si avrà solo dopo il ritardo, ovvero avrai alte probabilità di essere incinta solo se la temperatura basale rimane alta per almeno 18 giorni dopo l’ovulazione.

Tieni presente che a volte la temperatura basale può restare alta anche il giorno dell’arrivo previsto delle mestruazioni.

La temperatura basale scende prima delle mestruazioni?

In linea generale, con l’arrivo delle mestruazioni la temperatura basale scende gradualmente. Un calo di temperatura prima dell’arrivo del ciclo mestruale tuttavia non è certezza dell’arrivo delle mestruazioni: solo le perdite ematiche potranno dirti se il ciclo mestruale è in arrivo o meno. Personalmente ho avuto cicli in cui la temperatura è scesa già 2 giorni prima dell’arrivo delle mestruazioni, mentre ne ho avuti altri in cui è rimasta alta anche il giorno in cui esse si sono presentate.

Calo da impianto nella temperatura basale

La temperatura basale nel post ovulazione può avere delle normali fluttuazioni, che vanno verso l’alto ma anche verso il basso. Le cause possono essere tantissime: fluttuazioni ormonali, carenza di progesterone (o al contrario il suo utilizzo) ma anche, come abbiamo già visto sopra, l’avere freddo o caldo, l’aver dormito poco o essersi svegliati più tardi.

Il calo da impianto nei grafici di temperatura basale sono in realtà piuttosto rari da vedere e non sempre sono una garanzia di gravidanza.

Un vero e proprio calo da impianto deve comunque avere delle caratteristiche ben precise: la temperatura deve scendere sotto la cover line (argomento di cui non ho parlato perchè le app la calcolano in modo automatico) per un solo giorno, e ritornare il giorno successivo alla medesima temperatura precedente il calo. Nelle rare volte in cui è presente, questo appare fra il 5° e l’8° giorno dopo l’ovulazione.

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