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Smettere di allattare: quando e come?

Abbiamo parlato spesso di quando sia importante l’allattamento materno: non solo per le sue proprietà nutritive, ma anche per quel bellissimo momento di intimità che si crea fra mamma e bambino. Si arriva però ad un punto in cui, per necessità o per volontà, la mamma decide di “chiudere il rubinetto”. Vediamo i possibili casi e come affrontarli al meglio e con la giusta serenità.

Precisazione: la mamma può allattare finchè vuole!

Prima di continuare con questo articolo, tengo a precisare che, a mio avviso, una mamma può allattare il proprio bambino fino a che sente giusto farlo. Non ci sono limiti in questo senso, tutto dipende da mamma e bambino.

Purtroppo però, “ad un certo punto” arriva il momento del distacco: i motivi possono essere svariati! La decisione può partire dalla mamma, ma anche dal neonato.

La mia esperienza? La bambina si è staccata da sola

Personalmente ho allattato la mia bambina fino ai 9 mesi di età: aveva già iniziato lo svezzamento ed in quel periodo allattavo mia figlia la mattina e la sera, prima di dormire.

Ma quando sono rientrata al lavoro…. lei non ne ha più voluto sapere. E’ stato “traumatico” anche per me, come mamma. Nonostante abbia provato per diversi giorni ad allattarla, quella bella magia “si è rotta”. Dopo un primo periodo di smarrimento iniziale, mi sono subito resa conta che mia figlia stava benissimo ugualmente: la decisione è stata tutta sua. Quindi smettere di allattare, per quella che è stata la mia personale esperienza, è stato relativamente semplice.

Ci sono però moltissimi altri casi in cui una mamma può arrivare a decidere di smettere di allattare il proprio bambino: questa è una decisione assolutamente personale che consigliamo di prendere con la dovuta calma e solo se sussistono dei validi motivi per farlo.

[blockquote author=”” style=”2″]Leggi anche: Allattamento a richiesta del bambino: si o no?[/blockquote]

– Il bambino è grande

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda alla mamme di allattare il proprio bambino per almeno i primi 6 mesi di età. Se hai superato abbondantemente questo periodo, e pensi che sia opportuno interrompere l’allattamento, devi procedere gradualmente, eliminando nelle settimane 1 poppata da quelle giornaliere.

[blocktext align=”left”]Smettere di allattare è una decisione personale e non deve essere criticata![/blocktext]Il distacco non deve essere immediato, per svariati motivi: il primo è tutto dedicato al nostro bambino, che improvvisamente si ritroverà senza avere quel contatto materno al quale è stato abituato. Il secondo motivo è quello di prevenire infiammazioni al seno. Procedete gradualmente e senza fretta, se vi è possibile.

Creare dei sensi di colpa è del tutto inutile: spesso riuscire a conciliare le poppate con il lavoro è davvero un’impresa! L’importante, a mio avviso, è fare il possibile per allattare il bambino il più a lungo. Qualche sacrificio per la sua salute ed una corretta crescita valgono tutti i sacrifici del mondo! Non trovate?

– Il bambino ha messo i dentini

Per alcune mamme, continuare ad allattare quando il bambino ha messo i dentini è davvero doloroso! Generalmente l’arrivo dei primi dentini coincide con il periodo dello svezzamento. Se la mamma trova troppo doloroso l’allattamento, può decidere di continuare aiutandosi con un biberon (ed estraendo il latte materno con un tiralatte) oppure, se il pediatra che vi segue lo ritiene opportuno, iniziare lo svezzamento riducendo man mano il numero di poppate giornaliere.

[blockquote author=”” style=”2″]Leggi anche: Come evitare le ragadi in allattamento[/blockquote]

– Il bambino non cresce correttamente

A volte, nonostante il nostro massimo impegno, il latte prodotto dalla mamma potrebbe non riuscire a soddisfare le esigenze del proprio bambino. Questo ha ripercussioni sulla crescita del nostro bimbo: in questo caso è bene tenere sempre sotto controllo il peso del neonato e consultare tempestivamente il proprio pediatra.

Il pediatra vi consiglierà al meglio, aggiungendo alla dieta del bambino del latte artificiale o, in alcuni casi, sostituendolo completamente al latte materno.

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