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Gravidanza: quando fare la prima ecografia?

E’ uno dei momenti più magici e importanti nella vita di ogni donna, scopriamo assieme quali sono i passi da compiere, inoltriamoci nel mondo delle prime ecografie!

Gravidanza: quando bisogna effettuare la prima ecografia?

Le ecografie sono dei procedimenti diagnostici importantissimi che accompagnano la futura mamma durante tutti i nove mesi di gravidanza, consentendo un controllo accurato della crescita del/della proprio/a figlio/a.

Si tratta di esami medici che, tramite gli ultrasuoni emessi da particolari sonde appoggiate sul ventre, consentono di visualizzare la formazione del feto e il suo sviluppo; durante tale esecuzione, l’area da esaminare viene cosparsa con un gel appropriato, non nocivo, che permette una migliore trasmissione degli ultrasuoni attraverso la pelle.

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Le mamme, quindi, non hanno nulla di cui preoccuparsi poiché si tratta di accertamenti assolutamente non invasivi e innocui, di cui i medici esperti si servono per constatare la salute del piccolo e monitorarne i cambiamenti con cura.

Il metodo migliore per capire qual è il momento giusto per affrontare la prima volta questo esame è quello di contare almeno 6 settimane dall’ultimo giorno di mestruazione prima di fissare un appuntamento col vostro ginecologo di fiducia, il quale provvederà a seguirvi, decidendo i futuri esami.

Tuttavia, esistono tre ecografie basilari fissate dal SSN (Sistema Sanitario Nazionale): la prima da svolgere tra la 10° e l’11° settimana; la seconda tra la 20° e la 22° settimana; la terza tra la 30° e la 32° settimana.

Il controllo del primo trimestre

Il controllo del primo trimestre viene effettuato generalmente per via transvaginale, del tutto priva di pericoli per il feto, e permette prima di ogni cosa di scoprire il numero di embrioni presenti, e dunque di capire se si tratterà di un parto singolo o gemellare. Consente in più di stabilire in maniera accurata il periodo del concepimento correggendo, dove necessario, la data presunta del parto calcolata sulla base dell’ultima mestruazione.

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L’esame effettuato in questo periodo mette in evidenza anche eventuali anomalie, grazie al primo studio che si occupa dell’anatomia del feto o di disturbi quali malattie uterine o ovariche che, nel corso dei mesi, potrebbe compromettere e complicare la gestazione: si può verificare, ad esempio, se l’embrione si sia impiantato correttamente nell’utero e non in altre sedi problematiche.

Al ginecologo spetta il meraviglioso compito, in questi momenti, di poter far ascoltare alla futura mamma anche il battito cardiaco del bambino che apparirà ben evidenziato sullo schermo.

Le successive due ecografie, invece, si effettuano in genere per via addominale e sono ugualmente indolori e semplicissime: il medico in questi due casi potrà visualizzare la formazione degli organi (testa, cuore, colonna vertebrale, fegato, reni e arti) e, agli sgoccioli prima del parto, potrà passare alla misurazione del piccolo dalla circonferenza della testa alla lunghezza del femore e verificherà la sua posizione, organizzando il parto cesareo qualora si trovi in posizione podalica.

Perciò le future mamme non devono avere timore! Anzi, devono apprezzare questi attimi perché saranno quelli che le aiuteranno maggiormente a creare empatia col loro piccolo: cosa c’è di meglio che seguirlo pian piano nella crescita sin da quando è protetto e cullato dal vostro ventre?
Condividete le vostre emozioni ed esperienze con un commento a questo post, così che anche le donne più giovani e inesperte possano ritrovarsi nei vostri racconti e scorgere i consigli più utili!

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