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Anestesia epidurale e parto: procedura, rischi e vantaggi

L’anestesia epidurale è un tipo di anestesia che può essere fatta prima del parto, sia naturale che cesareo, per alleviare i dolori delle contrazioni e far si che quel magico momento non sia eccessivamente traumatico per la partoriente.

Anestesia epidurale e parto: procedura, rischi e vantaggi

La nascita di un figlio è una delle esperienze più dolorose che affronta una donna nel corso della sua vita ed in questo le viene incontro la medicina con i suoi progressi infatti, dagli anni 30, è possibile alleviare i dolori delle contrazioni con un’analgesico loco-regionale che permette di vivere coscientemente la nascita del proprio bambino, sentire le contrazioni e fare forza ma senza lo stato doloroso che le caratterizza.

La procedura

La procedura consiste nell’inserimento di un apposito ago tra due processi spinosi delle vertebre fino a raggiungere la zona epidurale dove verrà iniettato il liquido ed un sottile catetere per eventuali somministrazioni aggiuntive di farmaco senza dover rifare la puntura. La posizione ideale per questa tipologia di anestesia è da seduti o in decupito, con la schiena inarcata per prevenire possibili problematiche e facilitare l’inserimento corretto dell’ago. Il suo effetto termina qualche ora dopo, con la completa ripresa della sensibilità all’addome ed alle gambe.

Questo tipo di intervento invasivo non è privo di rischi, anche gravi e permanenti per chi vi è sottoposto. Il rischio maggiore si ha in caso di allergia a qualcuno dei componenti l’iniezione ma può provocare danni neurologici permanenti, paraplegia o morte anche se recenti studi hanno evidenziato che in campo ostetrico si è verificata la minore incidenza di effetti collaterali, limitati ad alcuni casi di mal di testa accompagnato da nausea, vertigini e vomito reversibili in alcuni giorni.

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Dal momento che l’iniezione deve avvenire con una dilatazione di almeno 2-4 cm, questa può rallentare il travaglio che a sua volta può causare un abbassamento del battito cardiaco del nascituro con conseguente sofferenza fetale; si può anche verificare un temporaneo abbassamento della pressione sanguigna che, se trattata tempestivamente, non comporta alcun rischio. In alcune pazienti si può formare un lieve ematoma nella zona in cui è stata eseguita l’epidurale che scomparirà in alcuni giorni.

Indubbiamente sono rilevanti anche i vantaggi offerti alle partorienti da questo anestetico in quanto permette di essere attive e partecipare alla nascita del bambino alleviando il dolore, che può essere causa di trauma e stress per la futura madre.

I farmaci utilizzati agiscono velocemente, in circa 15-20 minuti, sono a basso dosaggio e non arrivano al bambino consentendo fin da subito l’allattamento al seno. In caso di complicazioni può esserne prolungato l’effetto grazie al catetere, che non crea alcun disturbo e verrà tolto il giorno dopo la nascita del bambino.